Torta di Carote & Uvetta

Le parole Rinascere e Stupirsi portano subito alla mia mente il desiderio di tornare bambini a vedere con occhi puri ogni cosa semplice e meravigliarsene con il sorriso pieno e con le mani aperte pronte ad accogliere.

I sensi captano sapori, consistenze e colori nuovi e l’anima ed il corpo ne sono appagati.
Rinascere a 20 anni, a 40 anni, a 60 anni ci sprona a vivere la vita come se fosse concentrata nell’oggi, senza però togliere lo sguardo verso il futuro, che apre alla speranza e alla creatività.Siamo chiamati a non perdere la bellezza del nuovo e ricercarla nel quotidiano, rendendo tutto un po’ più straordinario.

Il santo Charles De Foucauld predicava di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo e facendolo da martire, dando tutto se stesso e credendo alla vita eterna. 

Così, il filo tra vita e morte si fa sottile ed una madre sa bene come durante il parto si viva un momento doloroso e rischioso, ma il coraggio e la forza dell’amore cancellano la fatica e danno spazio ad una nuova vita.

L’augurio è allora quello di saper entrare nel mondo, al lavoro, nelle relazioni ed in contatto con noi stessi, vivendo con stupore ogni passaggio dal più buio al più entusiasmante. Rinascere e Stupirsi spingono a non perdere la sensibilità verso il dolore, ma anche in ugual modo percepire i colori intorno a noi, la natura, il creato.

Sentendo il bruciore delle ferite e riconoscendone squarci per far passare luce, siamo anche noi come Nicodemo, che ricerca un senso a tutto questo, e lo fa di notte tra dubbi, curiosità e fiducia. 

Con l’ingenuità di un bambino, non comprende la parola di Dio, ma ne sperimenta l’efficacia ed il consueto tempismo perfetto. 
Noi, se rinascessimo come bimbi, potremmo trovare in poco tempo giochi per scacciare un dispiacere, sorrideregratuitamente, salutare un aereo, disegnando il cielo con l’indice e raggiungere la pace dei sensi con un buon pezzo di torta, preparata di sabato pomeriggio.

I bambini ci insegnano ad usare le energie per cose buone. L’ingenuità di chi è piccolo può essere spunto per scelte oneste e coraggiose per noi adulti ed in questo periodo, più che mai, dovremmo avere il coraggio di puntare sull’amore senza paurae senza limiti.

Un po’ come i bimbi e un po’ come le madri. 

E tutto questo come può centrare con la cucina?

Ho pensato ai gusti dell’infanzia, delicati, genuini e colorati. Ho pensato alle mamme, che camuffano frutta e verdura in ricette squisite, che non deludono.

Così, ecco a voi, la ricetta di questa torta di carote, che ricorda la famosa camilla della Mulino Bianco, che tutti avremo provato almeno una volta.

E’ un dolce, che mi riporta alle merende primaverili e alle colazione d’estate in giardino. Non riesco a spiegarvelo bene e infatti mi stupisco di come la cucina sia come un profumo o una canzone: i suoi sapori lasciano sensazioni difficili da spiegare,ma che tutti conoscono bene.

Ho tritato, aiutandomi con il mixer, 250gr di caroteprecedentemente pelate e tagliate a cubetti. Ho aggiunto 60gr di olio di semi, un uovo, 100gr di zucchero, 150gr di farina 00 ben setacciata e per concludere una bustina di lievito istantaneo vanillato per dolci. Ho frullato il tutto per bene e ho versato l’impasto in una teglia rettangolare, foderata con dellacarta da forno. Ho decorato con dell’uvetta passa, precedentemente tenuta in un bicchiere d’acqua per 10’ a ravvivarsi, ed infine ho infornato per 40’ a 180°.

Dentro rimarrà leggermente umida e questo sarà uno degli aspetti, che la renderà irresistibile.

Pronti a stupirvi?

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