Vi lascio di seguito l’articolo della rubrica MangiAMI del numero di Settembre 2021, in fondo il link per seguire i numeri precedenti!
Pensando al volontariato, qualche domenica fa, ascoltavo su YouTube la registrazione di una predica del parroco della mia parrocchia. E, come ogni volta, c’è una frase che più delle altre si posiziona elegantemente, ma pur con il suo peso, sul cuore: la pura perdita di sé.
Con queste parole donateci da Charles De Foucauld, il Vangelo di Marco (10, 35-45) si presta a rispondere alla nostra tentazione di cercare sempre altro e non stare “volontariamente” dove siamo. Giacomo e Giovanni chiedono al Signore un posto a sedere alla Sua destra e alla Sua sinistra; ma il Signore, seppur ci invita a chiedere per ricevere, da ai discepoli una risposta chiara verso un’altra direzione.Gesù, fattosi uomo, non può decidere ciò che è volontà di Dio ed i discepoli, in quanto allievi, sono chiamati ad un’accettazione della propria posizione, sperando certamente in altro, ma senza ambire perennemente ad esso.
Così il volontariato, da un mio umile punto di vista, in quanto anche io stessa allieva al fianco di Giovanni e Giacomo, prende i connotati dello “stare” e questo stare avviene in una pura perdita di sè. Significa guardare alle proprie capacità e metterle a disposizione, qui ed ora. Non sempre ne si ha la voglia, non sempre verrà naturale; ma, proprio per questo, è un sì che diciamo con vera fiducia. Proviamo a dire sì ad un gesto gratuito di bene verso chi ci sta accanto con una sicurezza accennata e rafforzata dalla mano propensa del Signore verso di noi.
Con questo taglio, ritorna al cuore anche un altro Vangelo, nel quale l’incredulità dei discepoli viene messa alla prova e la potenza di Dio si realizza pienamente: la moltiplicazione dei pani e dei pesci.I discepoli non scappano da una situazione più grande di loro, ma rimangono servi di Dio e chiedono il Suo aiuto. Così quei 5 pani si fanno ceste abbondanti per tutti, e, nel gesto gratuito verso l’altro, i discepoli crescono nella fede e nello stupore.
Anche noi, discepoli, possiamo reinventarci panificatori. Assieme possiamo mettere le mani in pasta, realizzando un pane, che, se condiviso, sarà ancora più buono. È un pane, che si chiama “Naan” ed in Asia e Medio Oriente questa parola riporta al pane Azimo. Come ogni pane, si fa essenziale sulla tavola per esaltare i sapori delle pietanze principali; ma vi assicuro che anche gustato da solo vi conquisterà.
Vi lascio la ricetta di seguito con l’augurio dello “stare”!
Ingredienti: 100gr di Yogurt Greco, 150gr di Farina 0, 100gr di Farina 00, 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 50ml di acqua tiepida, mezzo cucchiaino di bicarbonato, 1 cucchiaino di sale.
Mescolate lo yogurt con le farine setacciate, aggiungete a filo gli ingredienti liquidi e per ultimo il bicarbonato ed il sale. Lavorate la pasta fino a formare un panetto, che dovrà riposare per 20’ in una ciotola coperta da una pellicola trasparente. A questo punto, formate 6 panetti e con il matterello create dei dischi di uno spessore poco meno di 1cm. Nel frattempo, scaldate sul fuoco un padellino antiaderente, e, una volta caldo, cuocete ogni pane per circa 30” per lato.
Sono buonissimi mangiati caldi in accompagnamento ad un formaggio spalmabile, magari precedentemente insaporito con dell’olio buono, del prezzemolo tritato ed un pizzico di aglio grattugiato.Non posso che dirvi che anche una crema al cioccolato vi lascerà gioiosi di assaporare questo pane e che, se lo farete in compagnia, vi sentirete ricaricati nel corpo e anche lo spirito ringrazierà.
http://www.familiarisconsortio.com/ami/ascoltami/ascoltami.html