Bis-cotti integrali

Sapete perchè i biscotti si chiamano così?

Biscotto viene dal latino da “panis biscotus“, che significa “pane cotto due volte“. Dal X secolo si usava cuocere delle fette di pane in forno e addolcirlo con miele o zucchero in superficie.

Oggi li ho preparati in una versione leggera e velocissima per la colazione. Infatti, essendoci l’olio invece del burro, l’impasto non deve riposare in frigo prima di essere steso; ma potete subito creare tanti piccoli fiorellini, farfalline etc. secondo le formine che avete. Se no potete farli tondi, semplicemente usando una tazzina di caffè come formina.

Mi è piaciuto farli così, piccoli da accompagnare al caffè a fine pasto; un po’ come quando al bar ci offrono il biscottino assieme al nostro espresso. Ma veniamo alla ricetta:

Ho sbattuto un uovo con 40g di zucchero bianco, ho aggiunto 150g di farina integrale, mezzo cucchiaino di lievito istantaneo per dolci, una bustina di essenza di vaniglia e 40g di olio di semi. Ho impostato per bene a mano. Ho steso la pasta con il mattarello, preriscaldato il forno a 180º e infornato per 10’ i miei fiorellini.

Ho appena seguito un’intervista a Massimo Recalcati e parlava delle nostre relazioni con gli altri. E allora mi è venuta in mente una frase importante per me:

Non bisogna mai avere paura dell’altro. Perché tu, rispetto all’altro, sei l’altro.” Andrea Camilleri

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