Pizza alla Cristiano Caccamo

Buongiorno e buon sabato di sole. Sono felice, perchè tutto ricomincia; anzi comincia. Ieri sera prima cena fuori con persone speciali: risate, racconti di questa quarantena e saluti intensi con uno sguardo. Ho mangiato la pizza, dopo mesi, nei quali mi sono cimentata a farla a casa.

In questi mesi ho sperimentato tante ricette, ma questa vince. Io adoro la pizza napoletana, con il cornicione alto e soffice. Poi la propone quella bellezza di Cristiano Caccamo su instagram, quindi non potevo non rifarla e condividerla con voi.

Per essere felici di sabato sera (ad oggi vi dico domenica sera), verso le 16 di oggi iniziate ad impastare. Vi lascio le dosi per 4 pizze:

Ho sciolto 2g di lievito di birra fresco in 100g di acqua tiepida, ho aggiunto 3g di zucchero e piano piano 500g di farina 0 setacciata alternando con altri 200g di acqua tiepida. Ho aggiunto poi 15g di olio evo e alla fine 12g di sale fino. Ho lasciato riposare per 6h, coprendo la ciotola con un panno umido e mettendola nel forno a luce accesa.

Passate le 6h, ho messo la ciotola in frigorifero, chiusa per bene con una pellicola trasparente, fino al giorno dopo (almeno 12h) e in seguito ho diviso la pasta in 4 panetti, che ho lasciato riposare per almeno altre 5h. Come vedete dalla foto, li ho lasciati direttamente sul tavolo della cucina, precedentemente infarinato, e ho coperto i miei panetti con un panno.

A questo punto, preriscaldate il forno a 250º (va bene il max, che potete), e stendete i vostri panetti su una carta da forno oleata. Aiutatevi con i polpastrelli partendo dal centro, in modo che la pasta si stenda e vada a formare un buon cornicione. Infornate per 10′-15′, e aggiungete la mozzarella solo per gli ultimi 5′ minuti di cottura. 

Non amo particolarmente la mozzarella per pizza, preferisco comprare la mozzarella in busta e strizzarla con le mani per eliminare il latte, che verrebbe fuori in cottura, o scaldarla a microonde, sempre per liberarla dal liquido in eccesso. Provateci anche voi, la pizza sarà più saporita e non risulterà “bagnata”.

Cuocete ad occhio, “così come viene, così come piace a me” o … “a culo” come dice Caccamo.

Oggi avrei tantissime citazioni da lasciarvi, ma vi lascio quella più importante. Fresca di un incontro a Casa Nicodemo, una realtà che cito qui, come brezza lieve nella mia vita (http://www.casanicodemo.org/):

Ciò che importa è che ti importiRoger Keyes, Tutto è vivo

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